Emozioni e Relazioni che curano: l’approccio integrato alla guarigione

Emozioni e Relazioni che curano: l’approccio integrato alla guarigione

Il tradizionale convegno annuale promosso dalla Fondazione Evangelica affronta i diversi aspetti che concorrono alla guarigione. Fondamentale anche l’alimentazione
Emozioni e Relazioni che curano: l’approccio integrato alla guarigione “Se vuoi rendere felice gli altri, pratica la compassione;
  se vuoi rendere felice te stesso, pratica la compassione” (Dalai Lama)

 

I pensieri, le emozioni, il piacere, la meditazione, le preghiere, le relazioni positive possono diventare messaggi biochimici ed elettrochimici, che aiutano nella cura e spesso giocano un ruolo strategico nella guarigione. La cura e la guarigione sono quindi sempre più legati ad un approccio integrato ed olistico, che riguarda in prima istanza il malato ma che deve anche riguardare "il guaritore", perché solo un operatore sanitario "sano" ed equilibrato può offrire il giusto e adeguato aiuto. Oggi conosciamo con precisione la fisiologia delle emozioni e sappiamo che, insieme alle terapie mediche, possono avere un ruolo determinante nell'affrontare la malattia. Se ne è discusso sabato 26 novembre, presso il Centro Congressi della Federico II di Napoli, nell'ambito del convegno annuale promosso dalla Fondazione Evangelica Betania, in collaborazione con il Segretariato Attività Ecumeniche di Napoli, dal tema: "Emozioni e relazioni che curano. L'approccio integrato alla guarigione”

Numerosi studi condotti negli Stati Uniti e in Paesi del nord Europa hanno evidenziato che i malati ben informati guariscono piu rapidamente e consapevolmente, hanno maggiore compliance nei confronti della terapia e sono inoltre meno inclini a intraprendere giudizi nei confronti di chi li cura. 
Nel percorso di cura è però fondamentale innanzitutto stabilire una comunicazione effettiva, cioè una comunicazione  emozionale, perchè se non c’è scambio emotivo tra medico e paziente non c’è vera comunicazione. Come dice il grande psichiatra Eugenio Borgna, la cura si basa sul “parlarsi” ma non sul parlare e le parole che curano non solo le informazioni per esempio che servono al consenso informato o a spiegare la diagnosi, ma quelle che servono ad capire e a esprimere le ansie le preoccupazioni del paziente le sue attese e le sue speranze.
 
Il convegno è stato aperto con le relazione del Presidente della Fondazione Betania dr. Luciano Cirica e del prof. Lucio Baglio del SAE . Dopo i saluti istituzionali tra cui quelli  dell’Assessore al Welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta della professoressa Tina Santillo della Federico II, si è entrati  subito nel vivo con la lectio Magistralis del prof. Luigi Baldascini, Direttore Istituto di Psicoterapia, Relazionale di Napoli,c he ha affermato tra l’altro che  "La mente umana non è solo il risultato della natura, è soprattutto un fenomeno storico-culturale e, in quanto tale, si struttura all'interno di relazioni che partecipano sia al benessere che al malessere dell'uomo e la componente mentale, dunque, interviene in ogni tipo di malattia e l'operatore sanitario, al di là delle tecniche specifiche, deve appropriarsi delle capacità di fare rapporto e saper costruire relazioni in grado di contribuire alla cura e al benessere del proprio paziente".

A seguire la prima sessione moderata dal dott. Antoniomaria Salzano, responsabile del Servizio di Psicologia Clinica dell'Ospedale Evangelico Villa Betania con gli interventi del prof. Salvatore Ferrara Direttore Scientifico dell'Istituto per l'approccio centrato sulla persona (Iacp) su "La relazione che cura"; la dott.ssa Giusy Messina, Psicologa, Psicoterapeuta esperta in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) su "La spiritualità nella clinica medica e psicologica" e il Pastore Sergio Manna, Docente di pastorale clinica presso la Facoltà di Teologia dell'Università valdese di Roma affronterà il tema de "La guarigione mediante l'ascolto". La dott.ssa Anna Urbani Responsabile del Centro di Salute Mentale "Basso Piave" ULSS 10 del Veneto Orientale parlerà di "Sostare al confine. L'esperienza della cura tra curare e curarsi".

La seconda sessione, moderata dalla dott.ssa Maria Anna Stingone, Responsabile del Servizio Formazione Aziendale dell'Ospedale Evangelico Villa Betania, ha affrontato affronterà, invece, gli aspetti più professionali con la dott.ssa Paola Arcadi, Presidente dell'Accademia delle Scienze Infermieristiche dell'Università degli studi di Milano sul fondamentale ruolo degli infermieri parlando di "Cura e guarigione nella disciplina infermieristica"; il dott. Ennio Battista, Giornalista scientifico del mensile Vita&Salute, ha parlato  "L'alimentazione come fondamento della cura"; Fabio Ambrosini, uno dei più noti medici clown e comico-terapueta professionale ha invece trattenuto il pubblico con una performance sulle "Emozioni e corpo. Teoria e pratica della psicologia positiva". Il dott. Riccardo Muscherà, Geriatra presso l'ospedale Cardarelli di Napoli e membro della comunità di Sant'Egidio ha portato  la sua testimonianza parlando di come "Vincere la solitudine per curare il cuore". Infine il dott. Bartolo Cassaglia, psicoterapeuta, ha approfondito  il tema del benessere dell'operatore, fondamentale per attuare percorsi di guarigione integrata parlando del "Il ruolo della formazione nel benessere dell'operatore".

Al termine del convegno, che ha avuto uno straordinario successo anche in termini di pubblico (circa 300 partecipanti), abbiamo chiesto un commento al Presidente della Fondazione Evangelica Betania  “Con questo convegno portiamo a compimento un percorso iniziato nel  2006; dopo aver  organizzato infatti  convegni di bioetica, su: la relazione medico-paziente, l’umanizzazione della medicina, l’autodeterminazione, la multiculturalità in sanità, il rapporto tra malattia e fede, la medicina e la gestione del morente , oggi – afferma Luciano Cirica- abbiamo affrontato il tema della cura e della guarigione in chiave  olistica, in una logica integrata, ma non sostitutiva dell’approccio medico-scientifico, coinvolgendo  diverse discipline e competenze ma anche soggetti dell’area medica e infermieristica, oltre il nostro servizio di psicologia. Crediamo infatticontinua Cirica- che sia possibile  vivere una sanità diversa e nel nostro Ospedale Evangelico Betania  sperimentiamo da tempo percorsi di cura integrati in cui il ruolo delle relazioni, di famiglia e amici, così come quello delle emozioni è fondamentale nella guarigione, sin con i neonati"

«Questo convegnoconclude il Presidente della Fondazione ci ha però anche dimostrato che la strada individuata è giusta e corretta : nel prossimo futuro infatti pensiamo di realizzare un percorso formativo più strutturato, tipo Master, che prenda in esame proprio i temi emozionali e comunicativi di cui si sente molto bisogno in campo sanitario. E di cui non  credo esista oggi una formazione accademica specifica per gli operatori sanitari”.

Il convegno ha visto il patrocinio morale di tutte le chiese evangeliche della Campania  , nonché quello  della Regione Campania, del Comune di Napoli ,del l'Arcidiocesi di Napoli, del  SAE ,dell’ l'IPR, l'Ordine degli Psicologi della Campania, l'IPASVI e del l mensile Vita&Salute.
 

 

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