EPATITE C: IN CAMPANIA LA PIÙ ALTA PERCENTUALE DI CURA

EPATITE C: IN CAMPANIA LA PIÙ ALTA PERCENTUALE DI CURA

Il 16 e 17 novembre la VII edizione del convegno "L’epatologia nel terzo millennio"
del 09 Nov 2018
EPATITE C: IN CAMPANIA LA PIÙ ALTA PERCENTUALE DI CURA

La Campania, grazie ad una perfetta organizzazione nata dalla collaborazione tra clinici ed istituzioni, è la regione italiana con la più alta percentuale di trattamenti dell’infezione da HCV per numero di abitanti: 0,35% (dati elaborati grazie al supporto e alla collaborazione del dottor Ugo Trama, responsabile in Regione Campania della UOD “Politica del farmaco e dispositivi”, e del dottor Crescenzo Ilardi, referente statistico in sanità della Direzione generale Regione Campania) seconda la Puglia (allo 0,32%) terza la Lombardia (con lo 0,29%). Più trattamenti si traduce in meno casi di cirrosi epatica, meno epatocarcinoma e in ultima analisi un numero significativo di decessi evitabili.

È uno dei temi trattato durante la VII edizione di “L’epatologia nel terzo millennio”, corso di aggiornamento organizzato dall’Ospedale Evangelico Betania con responsabile del corso il dottor Ernesto Claar, che si tiene il 16 e 17 novembre al Centro congressi della Università Federico II di Napoli (via Partenope) che registrato la partecipazione e il confronto di alcuni massimi esperti in materia tra cui il Presidente nazionale Ivan Gardini e l’anatomopatologo Luigi Terracciano di Basilea (Svizzera). Il corso è stato introdotto dal direttore dell'Asl Napoli 1 Mario Forlenza. 

Dal dicembre 2014 sono disponibili in Italia gli antivirali diretti di seconda generazione per la cura dell’infezione da HCV con cui sono stati trattati finora circa 155.000 pazienti; i risultati sono estremamente soddisfacenti. “Il problema, in ambito epatite C, con farmaci tanto efficaci è oggi, quello di raggiungere le persone non consapevoli dell’infezione per avviarle alla cura” dice Ernesto Claar, Coordinatore nazionale della commissione Epatologia dell'Aigo (Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri) e responsabile del corso.

Restando alla Campania, il numero di soggetti affetti da HCV avviati alle cure fino allo scorso 11 ottobre è 20.194, con la percentuale di successo fissata al 98.2%: “Il dato è ancor più entusiasmanteprosegue Claar – se consideriamo che si riferisce ai pazienti con malattia di fegato avanzata e ad anziani (70-79 anni) che, fino a ieri, hanno avuto la priorità. I soggetti con età inferiore a 40 anni trattati in Campania sono meno di 1.000 ed è su questi che deve concentrarsi l’impegno dei prossimi mesi al fine di intercettare il sommerso e prevenire la diffusione dell’infezione. Continuare a garantire un adeguato accesso alle cure si traduce in una riduzione della migrazione sanitaria verso altre regioni. Anche per l’epatite B siamo in grado di controllare l’infezione e la progressione della malattia in percentuali vicine al 100%, ma rimane il problema dell’immigrazione da Paesi in cui il vaccino per i nuovi nati non è obbligatorio, come invece è per l’Italia dal 1991”.


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