La salute della donna comincia nell’adolescenza

La salute della donna comincia nell’adolescenza

La prevenzione passa anche per una corretta alimentazione
La salute della donna comincia nell’adolescenza La prevenzione si riferisce a quelle misure messe in atto per ridurre la probabilità che si verifichi “la malattia”; in senso lato quindi, ha lo scopo di promuovere la salute nella popolazione tutta. La promozione della salute è, però, un concetto ampio ed articolato essendo la definizione stessa di salute complessa e non intuitiva.

Partiamo dalla definizione di salute data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948: “la salute è uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e non consiste solo in assenza di malattie e d’infermità”. Quindi, quando si parla di medicina preventiva ci si riferisce ad una complessità di azioni che, partendo dalla conoscenza dei fattori di rischio per le malattie, si ripromette, con adeguati accorgimenti, nello stile di vita, nelle abitudini igieniche ed alimentari ed anche nel corretto uso di strumenti diagnostici a prevenire le malattie stesse. In particolare, in modo più tecnico, si parlerà di prevenzione primaria quando ci si riferisce a procedure, non necessariamente mediche, che hanno lo scopo di mantenere la condizione di salute in un soggetto sano. Se la prevenzione primaria è uguale nei due sessi per la maggior parte delle patologie, alcune condizioni però sono uniche del sesso femminile.

In particolare, parlando della salute della donna subito ci si rende conto che si tratta di un problema complesso non solo per l’importante ruolo sociale (la donna accudisce i figli e la famiglia in senso più allargato, oltre ad essere, molto spesso, lavoratrice a tempo pieno) ma, anche, per i rischi associati ad eventuali ripercussioni sulla vita riproduttiva o peggio ancora sulla vita dei figli che metterà al mondo.

Inoltre dal momento che il corpo e le funzioni della donna cambiano nel corso della vita (età infantile, età fertile e menopausa) si comprende come un reale programma di prevenzione andrebbe stratificato anche per età. Vediamo i punti più salienti secondo un approccio età correlato, in riferimento all'età giovanile. In primis nell’adolescenza la prevenzione dovrebbe riguardare le malattie sessualmente trasmissibili come la Chlamydia o anche l'infezione da Papillomavirus (HPV) o le epatiti fino ad arrivare all’HIV. In questo ambito la prevenzione passa senza dubbio per l'uso del preservativo, che deve essere utilizzato durante tutti i rapporti sessuali. Questo strumento, infatti, è l’unico che, se correttamente usato, può proteggere entrambi i partener dai rischi infettivi e ciò è tanto più vero per la donna che è più suscettibile rispetto all’uomo, in caso di contatto, di contrarre le infezioni sessuali. Tra l'altro questo dispositivo ha un ruolo per la prevenzione di un’altra problematica dell'età giovane al femminile che richiede altrettanta attenzione, ossia la gravidanza indesiderata.

Quando posta dinanzi ad una gravidanza, la giovane adolescente o donna potrà decidere se proseguirla, con tutte le implicazioni correlate, oppure se interromperla, con i rischi connessi all'intervento chirurgico ma anche con rischi a lungo termine di sterilità. Un ruolo fondamentale, nel percorso della prevenzione, è poi svolto dall’alimentazione. Insegnare a mangiar bene è uno dei compiti fondamentali della famiglia condiviso, oggi, anche con la scuola. La corretta alimentazione è la base per la prevenzione della sindrome metabolica, dell'obesità e del diabete insulino dipendente. Inoltre, le più moderne ricerche sul tumore femminile, hanno dimostrato che la dieta mediterranea è in grado da sola di ridurre l'insorgenza di alcune forme tumorali come quello della mammella. A tal proposito, si ricorda che la dieta mediterranea prevede un uso limitato delle proteine animali ed un adeguato apporto di frutta e verdura e cereali, vanno banditi, inoltre, gli zuccheri semplici. Insegnare alle giovani donne a mangiare in modo sano è anche importantissimo per prevenire possibili complicanze materne in gravidanza, ovvero il diabete gestazionale ma anche la preeclampsia, e patologie del neonato e dell'adulto ovvero obesità, diabete ed ipertensione. Stili di vita scorretti, ad esempio che non prevedano lo svolgimento di costante attività sportiva, oltre a compromettere i processi di socializzazione classici, aumentano i rischi posturali, di obesità, di diabete e quindi di patologia cardiovascolare in età adulta.

A tal proposito vale la pena ricordare che la Campania è tra le regioni italiane con il più alto tasso di obesità infantile. Infine, visti i rischi derivanti dal mondo telematico, le famiglie dovrebbero prestare massima attenzione alle nuove forme di violenza come il cyberbullismo, gli adescamenti dei minori a sfondo sessuale, etc. Non meno importanti sono poi le dipendenze, senza parlare delle droghe vere e proprie sia leggere che pesanti, si ricordi che il fumo e l'alcool e il gioco d'azzardo sono sempre più praticati ed abusati tra i giovani.Tra i disagi psichici infine dobbiamo considerare la depressione, che può portare dall'autolesionismo fino al suicidio, e i disturbi alimentari, in particolare l’anoressia.
 
 

 

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