Quando vaccinare un neonato prematuro?

Quando vaccinare un neonato prematuro?

L’importanza di una adeguata strategia vaccinale
Quando vaccinare un neonato prematuro? In campo neonatologico, grazie al progresso scientifico degli ultimi anni, si è ottenuta una maggiore sopravvivenza dei neonati prematuri associata ad una riduzione delle sequele a distanza. Dal momento che la protezione dei neonati prematuri si basa nei primi mesi di vita essenzialmente sulla prevenzione dal contagio, oltre al doveroso rispetto delle basilari regole d’igiene, è fondamentale una idonea strategia vaccinale per ridurre  ulteriormente il rischio d’infezione dando al soggetto prematuro l’opportunità di vivere a contatto con i familiari già preventivamente vaccinati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il neonato pretermine o prematuro “il bambino nato prima della 37°settimana di gestazione”.
 
Quando iniziare? Le linee guida sull’immunizzazione attiva raccomandano che i bambini nati prematuri, indipendentemente dal peso alla nascita, siano vaccinati alla stessa età cronologica dei bambini nati a termine, ossia a partire dal compimento del sessantesimo giorno di vita, rispettando così le norme procedurali valide per i neonati a termine. Esse sottolineano inoltre quanto sia importante non ritardare la somministrazione di ogni singolo vaccino previsto dal calendario vaccinale vigente. I neonati pretermine clinicamente stabili, anche se in corso di degenza, devono essere vaccinati al compimento del 60° giorno di vita e quindi in base alla loro età cronologica e non in base all’età corretta. Per neonato pretermine clinicamente stabile si intende il paziente che non risulta essere in trattamento per gravi infezioni e/o che non presenti una rilevante instabilità respiratoria  ciò perché l’entità della risposta immunitaria nei neonati prematuri tende ad essere direttamente proporzionale all’età gestazionale (EG) e al peso alla nascita qualora il bambino non presenti le complicanze mediche maggiori connesse allo stato di prematurità.

Non esiste per i nati pretermine ancora un comportamento univoco per quanto riguarda la schedula del vaccino esavalente. Per il vaccino esavalente ad esempio sono attualmente praticate 3 o 4 dosi a discrezione del centro e del tipo di preparato. Ciò accade perché è stato osservato che i prematuri potrebbero necessitare di una ulteriore dose di richiamo (praticata dopo almeno 6 mesi dall’ultima dose ed entro i 18 mesi) per raggiungere la stessa sieroprotezione di un nato a termine sottoposto alla schedula classica.  In attesa di ulteriori valide evidenze scientifiche a supporto dell’utilizzo di specifiche ed efficaci schedule vaccinali per i neonati pretermine, si raccomanda di attenersi scrupolosamente alla specifica indicazione riportata nella scheda tecnica relativa ai vaccini in dotazione al momento, senza essere tenuti a modificare e/o eventualmente posticipare la stessa seduta vaccinale.
 
Ci sono, poi, alcune indicazioni specifiche. Il bambino prematuro nato da madre HBsAg positiva, così come il nato a termine, dovrà ricevere immunoprofilassi con vaccino anti epatite B ed immunoglobuline anti epatite B (HBIG) entro 12 - 24 ore dalla nascita (preferibilmente entro le 12 ore). Esistono studi che dimostrano un numero ridotto di sieroconversioni in neonati prematuri con basso peso alla nascita (< 2000 gr.) dopo la somministrazione del vaccino anti epatite B alla nascita. Comunque, all’età cronologica di un mese, tutti i bambini prematuri, indipendentemente dal peso iniziale o dall’età gestazionale, hanno la stessa probabilità di rispondere adeguatamente dei bambini di maggiore età o di maggiori dimensioni.

Il bambino prematuro, inoltre, deve essere sottoposto a vaccinazione anti VRS. La vaccinazione anti VRS è prevista per: bambini ad alto rischio di malattia da VRS, ossia con età gestazionale ≤29+6 sett. e con età < 6 mesi all’inizio della stagione epidemica; bambini <2 anni che hanno fatto trattamento per displasia broncopolmonare negli ultimi 6 mesi; bambini di età <2 anni con malattia cardiaca congenita emodinamicamente significativa.

In conclusione, nella maggioranza dei casi i bambini nati prematuri devono essere vaccinati alla stessa età cronologica dei bambini nati a termine, utilizzando lo stesso calendario vaccinale e le stesse precauzioni, senza tenere in considerazione il peso alla nascita. Il peso alla nascita e la dimensione dei neonati non sono fattori che possano far decidere di rimandare la vaccinazione di routine in un prematuro clinicamente stabile. Deve essere utilizzata l’intera dose raccomandata di ogni vaccino. Dosi ridotte o dimezzate non sono consigliabili

* Direttore UOC di Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia
 

 

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