Stop alla violenza sulle donne: conoscere per prevenire

Stop alla violenza sulle donne: conoscere per prevenire

Il 23 novembre un seminario promosso dalla Fondazione Evangelica Betania e l’Associazione Italiana Prevenzione e Protezione, l’Osservatorio Sanitario di Napoli e dalla comunità pastorale Shekinà
Stop alla violenza sulle donne: conoscere per prevenire

In Italia quasi 7 milioni di donne hanno subìto nella loro vita violenza fisica o sessuale  secondo un’indagine effettuata nel 2014 da Istat e Ministero per le pari opportunità. A commettere le violenze più gravi, sono soprattutto i partner o gli ex partner. Fondamentale il ruolo dell’educazione dei giovani.  Per informare giovani e meno giovani sulla violenza di genere la Fondazione Evangelica Betania congiuntamente con l’Associazione Italiana Prevenzione e Protezione (AIPP), l’Osservatorio Sanitario di Napoli e la comunità pastorale Shekinà ha promosso un seminario il 23 novembre in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

L’evento che si è tenuto presso la Sala Conferenza del Centro pastorale Shekinà in via S. Gennaro ad Antignano 82 ha registrato la partecipazione di circa 40 persone di età diversa, tra cui molti lavoratori e studenti.
 
Uno studio condotto di recente da Terre des Hommes tra gli adolescenti italiani (una indagine su 1.600 giovani tra i 14 e i 19 anni) per comprendere il loro approccio alle questioni di genere, alla violenza sulle donne, alla famiglia, agli stereotipi sul ruolo delle donne ha evidenziato che  il 77,3% del campione considerato ( di cui  l’86% tra le ragazze e il 71,2% tra i ragazzi) chiede che nella scuola  siano inserite  «ore di educazione per la prevenzione della violenza sulle donne e per rispetto dell’identità di genere».  
 
I dati dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali  hanno evidenziato che nel 2014 in Europa  ben 62 milioni di donne (33% della popolazione femminile) hanno subito violenza di vario tipo ed in particolare il 27% in Italia, il 22% in Spagna, il 52% in Danimarca, il 47% in Finlandia, il 46% in Svezia, il 45% in Olanda, il 44% in Francia, il 35% in Germania ed il 44% in Gran Bretagna.
Negli ultimi cinque  anni, tuttavia, le violenze fisiche o sessuali sono passate  dal 13,3% all’11,3%. Questo risultato- appare il frutto di una maggiore informazione ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno anche grazie a un clima sociale di maggiore conoscenza .
 
Esiste, inoltre, una profonda diseguaglianzatra uomini e donne nella ricerca epidemiologica sulla salute occupazionale poiché gli studi sono stati condotti prevalentemente sul genere maschile.
Le donne hanno spesso un ruolo multiplo di lavoratrice e di mogli, madri, caregiver familiari e sono maggiormente esposte e a rischio di episodi di violenza di vario tipo sui luoghi di lavoro.
Un approccio reale alla tutela del lavoro femminile e della sicurezza delle donne in generale deve basarsi su una attenta valutazione dei rischi ed una corretta  programmazione ed attuazione di programmi di prevenzione.
 

 

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