Il babywearing alleato della mamma
Babywearing letteralmente vuol dire “indossare” il proprio bambino, tenendolo avvolto in una fascia legata al corpo. In Europa è quasi una pratica “nuova, seppure antichissima, utilizzata da tantissime popolazioni in tutto il mondo, ecco alcuni esempi sparsi nelle culture dei diversi continenti:
- Cultura indigena e nativi americani: utilizzavano fasce. Per i supporti usavano materiali naturali e consentivano ai genitori di continuare le loro attività quotidiane avendo il bambino vicino.
- Cultura africana: le madri portano i bambini avvolti in tessuti con disegni e colori sgargianti legati sulle spalle o legati intorno alla vita.
- Cultura asiatica: venivano utilizzate fasce o tessuti tradizionali per portare i bambini. Ad esempio, in India, le madri usavano un sari per avvolgere il loro bambino.
- Cultura inuit e delle popolazioni dell’artico: utilizzavano fasce di pelle di foca, atte oltre che al sostegno anche a fornire calore eprotezione dal freddo intenso
Purtroppo la società occidentale ci ha abituato a ritmi sempre più frenetici, spesso incompatibili con le esigenze dei più piccoli, e che non di rado sono in conflitto anche con quelle dei genitori e della necessità di vivere pienamente l’esperienza genitoriale.
Ha davvero notevoli vantaggi non solo in termini di trasporto vero e proprio del piccolo, non solo per la funzionalità e la libertà che questa pratica dona al genitore, ma anche per il profondo legame che si instaura tra bambino e genitore, e per i potenziali benefici che possono ricadere sul bambino.
I benefici del babywearing per la crescita del bambino
Diversi studi hanno evidenziato che i piccoli portati hanno migliore udito e vista migliori e sviluppano più velocemente il linguaggio. La vicinanza con i genitori li rende sicuri e, in più, il babywearing riduce il rischio di plagiocefalia, la malformazione che rende la testa del neonato piatta.
Quando indossata correttamente, in fascia, il piccolo ha sempre una posizione naturale, in armonia con la sua struttura muscolo scheletrica, questo agevola il corretto sviluppo della colonna vertebrale favorendo una postura corretta. Crescendo in una condizione di dinamismo continuo, il bambino, seppur assicurato al corpo del genitore, partecipa in un certo modo al movimento, cosa che gli permette di migliorare il suo senso dell’equilibrio.
Uno studio condotto su 30 partecipanti ha dimostrato che il contatto fisico riduce sensibilmente la frequenza e la durata del pianto nei bambini.
La posizione verticale può favorire la digestione e limitare gli episodi di rigurgito, quyando questi sono di origine fisiologica e non dovuti a altre motivazioni come le infiammazioni gastro-intestinali.
Molti studi hanno dimostrato che soprattutto per i bambini prematuri, il babywearing ha sostanziali effetti positivi sullo sviluppo neurologico e cognitivo.
Indossare il proprio bambino crea un legame di grande empatia, permette di riconoscere subito i segnali del piccolo e di avere le mani libere senza mai perdere la propria autonomia! Inoltre, anche i papà possono avere così l’occasione di sperimentare un contatto diretto e intimo con il proprio bambino per sviluppare un legame affettivo ed emotivo profondo.
Da quando iniziare il babywearing?
Per i bambini nati a termine si può iniziare praticamente dai primissimi giorni di vita del bambino. Questo solo nel caso in cui si opti per una fascia, per il marsupio è opportuno attendere che il bambino sia in grado di sostenere la testolina.
Per i Bambini ospiti della nostra TIN sarà stesso il nostro personale, formato e specializzato a suggerire il momento migliore per iniziare. Crediamo fermamente che, oltre all’altissima tecnologia del nostro reparto, all’alta preparazione clinica del nostro personale sanitario, siano necessari anche strumenti rivolti all’attivazione di quell’insieme di forze di cui ogni individuo è dotato per raggiungere stati di guarigione e benessere. Guarda per esempio l’impegno che mettiamo nella pratica del tocco dolce per i nostri bambini nati pre-termine.
L’accoglienza ed il ricovero
Qual è il momento giusto per recarsi in ospedale per partorire è una domanda che preoccupa sopratutto le mamme alla prima gravidanza. Se stai cercando risposta a questa domanda sei nel posto giusto. Nel reparto materno infantile dell’Ospedale Evangelico Betania abbiamo sentito e risposto a questa domanda poco meno di un milione di volte. A parte gli scherzi!
Ecco una serie di informazioni che saranno preziose per promuovere la tua consapevolezza quando sarà arrivato il momento giusto, e ti permetterà di rassicurare e gudare il papà in quello che c’è da fare, senza stress o ansia eccessiva. Ricorda: partorire è un processo fisiologico, che la natura ci ha preparato ad affrontare. Dai! Iniziamo con le domande.
Quando recarsi in ospedale?
Il Pronto Soccorso Ostetrico del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Evangelico “Villa Betania “ è attivo 24 ore su 24.
Le “contrazioni”
Devi recarti in ospedale quando da almeno due ore consecutive avverti contrazioni regolari e dolorose con un intervallo di circa 5 minuti associate o meno a perdita di muco (il cosiddetto “tappo mucoso”) o perdita di liquido amniotico (il liquido dove il feto è immerso).
La “perdita delle acque”
Devi andare in ospedale anche nel caso di perdita di liquido non associata a contrazioni (“perdere le acque”). Questa condizione necessita di controllo medico per prevenire infezioni, per cogliere eventuali stati di sofferenza fetale o semplicemente per aspettare l’inizio del travaglio.
Le “perdite di sangue”
Devi recarti in ospedale qualora avvertissi dolori intensi e violenti all’addome o in regione lombare, perdite di sangue di una certa consistenza (da non confondere con la perdita muco-ematica del cosiddetto “tappo mucoso”), aumento della pressione o qualsiasi altro sintomo improvviso e inaspettato che potrebbe indicare un problema subentrante.
- Puoi rivolgerti al “pronto soccorso ostetrico del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Evangelico Villa Betania” 24 ore su 24, anche se non sei stata seguita durante la gravidanza dai Ginecologi della nostra equipe.
Qui troverai un equipe di medici specialisti in Ginecologia e Ostetricia e di Ostetriche che potranno controllarti e consigliarti al meglio.
Il ricovero ospedaliero può essere urgente o ordinario.
Ricovero Urgente: detto ricovero può avvenire in qualsiasi momento della giornata; sono considerate urgenze il travaglio di parto: la rottura delle membrane, le perdite ematiche, e così via.
Ricovero Ordinario: è un ricovero programmato, avviene di solito la mattina alle otto direttamente nel reparto di maternità (può trattarsi ad esempio di un taglio cesareo programmato).
Al tuo arrivo sarai accolta da un infermiera professionale, un’ostetrica ed un ginecologo che valuteranno la tua condizione ostetrica. Al personale di turno presenta i documenti, che avrai preparato in anticipo con la valigia.
- Il reparto di Ginecologia ed Ostetricia è ubicato al terzo piano della struttura ospedaliera. L’Unità Operativa Complessa è suddivisa in una sezione di Ostetricia ed una di Ginecologia, con un totale di 40 posti letto (tutte le camere sono dotate di servizi igienici e vi è la possibilità di usufruire di servizio TV in camera). E’ offerta la possibilità di camere private con letto singolo in base alle disponibilità del momento; tale opportunità è offerta solo se tali camere risultino libere e contattando gli Uffici Amministrativi.
Nel caso in cui il travaglio sia in fase attiva, sarai accompagnata nelle stanze del travaglio. In sala travaglio troverai sempre l’Ostetrica ed il Medico.
E’ il momento di partorire
Cosa mettere in valigia
Un mese prima della data presunta del parto, è bene preparare la valigia con tutto l’occorrente per la degenza in ospedale sia della mamma, sia del neonato.
La degenza media è di 3 giorni per il parto spontaneo e di 4 giorni per il taglio cesareo.
Ecco quello che è necessario che porti con te queste cose:
Per la mamma
- Gli esami clinici fatti nell’ultimo mese:
Gruppo sanguigno e fattore Rh,
HBsAg,
HCV-Ab,
PT, PTT,
Azotemia,
Creatininemia,
Uricemia,
GOT, GPT, QPE,
Glicemia,
Urine
emocromo
Tampone Vaginale e Tampone Rettale eseguiti non più di 5 settimane prima
Elettrocardiogramma
Prima ecografia ostetrica - Una camicia da notte per il parto (con bottoni o senza non fa differenza ) preferibilmente a mezza manica; per la degenza libera scelta tra pigiama e camicia da notte
- Una vestaglia
- Mutandine monouso (consigliate)
- Assorbenti grandi (tipo svedesi)
- Pantofole (eventualmente anche per la doccia )
- Asciugamani
- Sapone quotidiano per l’igiene intima
Per il bimbo
- Tre o quattro tutine di cotone manica lunga (maggio-giugno) mezza manica (luglio agosto), di ciniglia (autunno-inverno)
- Body di cotone (tre o quattro)
- Calzini 2-3 paia
- Asciugamano di spugna da utilizzare come base al cambio pannolino
- Quadrato di cotone 5-6
- Pasta protettiva per prevenire le irritazioni da pannolino (qualsiasi trovata in commercio )
L’ospedale ti fornisce di garzine per la medicazione dell’ombelico, pannolini, tettarelle e bottigline monouso (qualora fosse necessario l’allattamento artificiale) lenzuolino e coperta per la culletta
L’ACCOGLIENZA ED IL RICOVERO
Quando recarsi in ospedale?
Il Pronto Soccorso Ostetrico del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Evangelico “Villa Betania “ è attivo 24 ore su 24.
Le “contrazioni”
Devi recarti in ospedale quando da almeno due ore consecutive avverti contrazioni regolari e dolorose con un intervallo di circa 5 minuti associate o meno a perdita di muco (il cosiddetto “tappo mucoso”) o perdita di liquido amniotico (il liquido dove il feto è immerso).
La “perdita delle acque”
Devi andare in ospedale anche nel caso di perdita di liquido non associata a contrazioni (“perdere le acque”). Questa condizione necessita di controllo medico per prevenire infezioni, per cogliere eventuali stati di sofferenza fetale o semplicemente per aspettare l’inizio del travaglio.
Le “perdite di sangue”
Devi recarti in ospedale qualora avvertissi dolori intensi e violenti all’addome o in regione lombare, perdite di sangue di una certa consistenza (da non confondere con la perdita muco-ematica del cosiddetto “tappo mucoso”), aumento della pressione o qualsiasi altro sintomo improvviso e inaspettato che potrebbe indicare un problema subentrante.
- Puoi rivolgerti al “pronto soccorso ostetrico del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Evangelico Villa Betania” 24 ore su 24, anche se non sei stata seguita durante la gravidanza dai Ginecologi della nostra equipe.
Qui troverai un equipe di medici specialisti in Ginecologia e Ostetricia e di Ostetriche che potranno controllarti e consigliarti al meglio.
Il ricovero ospedaliero può essere urgente o ordinario.
Ricovero Urgente: detto ricovero può avvenire in qualsiasi momento della giornata; sono considerate urgenze il travaglio di parto: la rottura delle membrane, le perdite ematiche, e così via.
Ricovero Ordinario: è un ricovero programmato, avviene di solito la mattina alle otto direttamente nel reparto di maternità (può trattarsi ad esempio di un taglio cesareo programmato).
Al tuo arrivo sarai accolta da un infermiera professionale, un’ostetrica ed un ginecologo che valuteranno la tua condizione ostetrica. Al personale di turno presenta i documenti, che avrai preparato in anticipo con la valigia.
- Il reparto di Ginecologia ed Ostetricia è ubicato al terzo piano della struttura ospedaliera. L’Unità Operativa Complessa è suddivisa in una sezione di Ostetricia ed una di Ginecologia, con un totale di 40 posti letto (tutte le camere sono dotate di servizi igienici e vi è la possibilità di usufruire di servizio TV in camera). E’ offerta la possibilità di camere private con letto singolo in base alle disponibilità del momento; tale opportunità è offerta solo se tali camere risultino libere e contattando gli Uffici Amministrativi.
Nel caso in cui il travaglio sia in fase attiva, sarai accompagnata nelle stanze del travaglio. In sala travaglio troverai sempre l’Ostetrica ed il Medico.
Come si svolgerà il mio travaglio?
Nel corso del travaglio di parto sarai sottoposta a periodici controlli che comprendono la cardiotocografia, la visita ostetrica nonché saranno tenute sotto controllo le tue condizioni cliniche generali. Tutto ciò servirà ad accertare il fisiologico andamento del travaglio ed un costante benessere materno-fetale durante tutto il travaglio.
L’ostetrica della sala parto è sempre presente e disponibile ad assecondare ogni tuo bisogno, seguirà costantemente il tuo travaglio, ti aiuterà e ti sosterrà psicologicamente, ti metterà al corrente di ciò che succederà nelle vari fasi del travaglio al fine di aiutarti a superare le paure e le ansie.
E’ importante sottolineare che in travaglio sarai libera di assumere le posizioni che riterrai più comode e che ti aiutino a sopportare meglio il dolore, anche durante il periodo espulsivo potrai assecondare il bisogno di spingere in terra, accucciata o coricata sul letto.
Inoltre se non ci sono fattori di rischio avrai la possibilità di utilizzare la vasca per alleviare il dolore delle contrazioni sia durante il travaglio che durante il parto.
La compagnia dei parenti è consentita nei limiti della disponibilità di quel momento con le dovute precauzioni igieniche per la prevenzione delle infezioni, ovvero indossando calzari e cappellini. Ad un parente è data la possibilità di assistere al parto purché tu sia d’accordo a condividere questo momento con una persona cara.
E’ nato.
Dopo il parto, la mamma e il neonato trascorreranno un periodo di osservazione (controllo clinico) prima di essere riaccompagnati in camera.
Indosserai, già all’ingresso in sala parto, un braccialetto di identificazione a cui viene legato un altro braccialetto più piccolo che viene staccato ed infilato al braccio del bambino subito dopo il parto. La particolarità di tali braccialetti sta nel fatto che entrambi riportano lo stesso numero di identificazione, tale numero viene trascritto sia nella cartella clinica della mamma che in quella del bambino.
Il neonato rimane in stanza con la mamma in rooming-in durante tutta la giornata; tuttavia la struttura offre anche la possibilità di trattenere il neonato nel nido nelle ore notturne, così offrendoti la possibilità di riposare meglio e di riprendere le forze.
Ti consigliamo l’allattamento al seno. Il latte materno è infatti il nutrimento migliore per il bambino ma oltre ad essere la migliore alimentazione per il neonato costituisce anche uno strumento unico volto a favorire il naturale e fisiologico attaccamento del neonato alla madre.
Al momento della dimissione verrai informata sul decorso clinico e sulle terapie da eseguire al domicilio.