Malattie infiammatorie epatiche: “Necessario un percorso integrato ospedale-territorio”

Malattie infiammatorie epatiche: “Necessario un percorso integrato ospedale-territorio”

Il resoconto della IX edizione del corso-convegno “Epatologia del terzo millennio”
del 27 Nov 2021
Malattie infiammatorie epatiche: “Necessario un percorso integrato ospedale-territorio” Le malattie croniche del fegato rappresentano in Campania una emergenza epidemiologica. Nel 2020 sono decedute in Campania 1800 persone per cirrosi epatica ed epatocarcinoma: 5 persone al giorno! Nel prossimo ventennio si prevede una impennata della patologia. Si stima per il 2040 un incremento dei decessi per carcinoma epatocellulare del 100% e per cirrosi epatica del 50%. “È necessario e urgente l’avvio di un percorso integrato ospedale-territorio”.
 
È l’allarme che viene dalla IX edizione del Corso “L’Epatologia nel terzo millennio”, promossa dall’unità operativa di Epatologia dell’ospedale Evangelico Betania coordinata dal dottor Ernesto Claar, espressione anche del network epatologico dell’Asl Napoli1 centro, che si è tenuta il 26 e 27 novembre 2021 a Napoli.

Oggi le cause più frequenti di cirrosi epatica - spiega il dottor Ernesto Claar - sono virus seguiti dalla sindrome metabolica e alcol. La malattia da fegato grasso è in buona parte espressione di stili di vita non adeguati”. Indipendentemente dalle cause, la malattia di fegato è per una lunga fase asintomatica; proprio per questo motivo pericolosa, sottovalutata e talvolta dimenticata fin quando non diventa irreversibile”.
 
Per fronteggiare l’emergenza gli epatologi sono convinti della necessità di sviluppare un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) sulla cirrosi epatica per garantire, in Campania, una efficiente integrazione tra assistenza territoriale e assistenza ospedaliera. D'altronde in Campania oltre 21.400 soggetti risultano affetti (schede dimissioni ospedaliere) da cirrosi epatica e si è registrato negli ultimi anni un numero sempre crescente di epatocarcinoma. 
Il prezzo sociale ed economico corrisposto a tale emergenza è ancora troppo alto: 73 milioni di euro spesi per la gestione (dati regionali – studio real world).
 
La prima giornata del convegno, che si è aperta con i saluti di Cordelia Vitiello presidente della Fondazione Evangelica Betania, di Luciano Cirica, direttore generale dell’Ospedale Evangelico Betania e di Bruno Zuccarelli presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, ha preso la parola Rosa Ruggiero coordinatrice del network epatologico che ha sottolineato quanto la sinergia abbiadato ottimi risultati anche per ciò che concerne lo screening e l’individuazione di “pazienti sommersi”. “I progetti non mancano – spiega Ruggiero - abbiamo formato tanti caregiver che assistono pazienti epatopatici”. Sinergia essenziale a partire dai medici di base che sono le prime sentinelle del territorio, anche per Pina Tommasielli, medico e responsabile per la medicina territoriale dell’Unità di Crisi Covid della regione. 
Presenti le società scientifiche, le associazioni dei pazienti e specialisti. L’analisi completa tra bisogni del paziente, percorsi di cura e sostenibilità del sistema è stata condotta dal professor Antonio Craxì che ha evidenziato quanto “sia importante la nuova alleanza medico-paziente e sia necessario misurare i benefici effettivi del paziente intesi anche come capacità di lavorare e di condurre una vita nomale”. Da segnalare, nel corso della prima giornata, il focus a cui ha partecipato il professor Antonio Izzi, presidente nazionale Cleo (Club epatologi ospedalieri) sul Covid-19 and the Liver: il fegato nell’ambito di una malattia sistemica. 
La Campania è al primo posto in Italia in termini di terapie erogate/popolazione per il trattamento dell’epatite C (siamo a quota 29mila su 230mila trattamenti in Italia). Il prezzo sociale ed economico corrisposto a tale emergenza è ancora troppo alto: 1800 decessi ogni anno per cirrosi epatica e/o tumore al fegato e 73 milioni di euro spesi per la gestione (dati regionali – studio real world). Quattro le sessioni di cui si compone il corso con esperti da tutta Italia: dall’impegno delle istituzioni allo screening e la cura per l’infezione da virus C individuando anche chi è ancora inconsapevole della malattia, dalla sindrome metabolica alla rete per la cura dell’epatocarcinoma.

Nell’ambito della seconda giornata del corso dopo i saluti del direttore sanitario dell'ospedale Betania, Antonio Sciambra e del coordinatore del comitato scientifico Francesco Messina, il dottor Claar ha presentato la sua equipe di lavoro composta da Valerio Rosato, Riccardo Nevola, Pasquale Perillo, Davide Mastrocinque, Teresa Meo, Bianca Esposito. 
Spazio al focus sulla cirrosi epatica in pandemia e sulla patologia infiammatoria epatica dovuta all'accumulo di grasso nel fegato (steatosi e steatoepatite). In aumento obesità e diabete, fattori di rischio collegati alla steatosi epatica e alle altre malattie infiammatorie del fegato, oltre che a numerose patologie come quelle metaboliche. 
A concludere la due giorni la tavola rotonda sulla rete dell'epatocarcinoma in Campania (tra dati, limiti diagnostici, terapia locoregionale e sistemica e l'aspetto chirurgico). Gli obiettivi della rete oncologica sono stati espressi dal dottor Bruno Daniele.
 
 
 

 

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