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Risk management

La gestione del rischio clinico in sanità o clinical risk management, ha lo scopo di migliorare la qualità e la erogazione sicura delle prestazioni sanitarie, mediante procedure atte a identificare e prevenire le circostanze che potrebbero esporre un paziente al rischio di un evento avverso. A tale scopo vengono impiegati un insieme di metodi, strumenti e azioni per identificare, analizzare, valutare e trattare i rischi connessi all’erogazione delle cure. Buon parte degli strumenti utilizzati per la gestione del rischio in Sanità derivano da esperienze importanti in altri settori che allo stesso modo richiedono “alta affidabilità” quali l’aviazione, le centrali nucleari etc.

La funzione, quindi, di gestione del rischio clinico è sostanzialmente quella di fornire all'organizzazione, e dunque a tutti gli operatori, le informazioni necessarie per "apprendere dagli errori" ovvero dagli eventi avversi prevenibili e dai cosiddetti "quasi eventi" o near-miss.
L'errore, o l'evento avverso prevenibile, diventano una preziosa occasione di miglioramento per l'organizzazione che, a tale scopo,  predispone ed  ed implementa strumenti finalizzati alla identificazione qualitativa/quantitativa dei rischi e di specifiche criticità.

La Unità Operativa Risk Management
Responsabile e Risk Manager: dott.ssa Maria Anna Stingone
Direzione Generale: dott. Luciano Cirica

Mission
  • Supportare le Direzioni Aziendali nello sviluppo di un modello di prevenzione, volto al miglioramento della sicurezza, al contenimento e gestione del rischio clinico e al miglioramento della qualità;
  • Prevenire, valutare, monitorare e controllare il rischio clinico;
  • Garantire la realizzazione di attività di Risk Assessment ai fini dell'individuazione dei potenziali eventi rischiosi in ambito clinico;
  • Provvedere allo sviluppo di un sistema di gestione della qualità aziendale attraverso la diffusione e la realizzazione di prassi comprovata efficacia  sempre più misurabili, confrontabili, trasferibili;
Il modello di gestione del rischio dell’Ospedale Betania
L’ospedale Evangelico Betania ha iniziato in modo quasi pionieristico la gestione del rischio già nel 2007 avviando un sistema di incident reporting e un primo livello di formazione per i dipendenti con lo scopo di diffondere la cultura della gestione del rischio.  I cambiamenti avvenuti in sanità, l’erogazione di  cure sempre più complesse   , hanno imposto  alle strutture  una  revisione radicale dei modelli adottati  di gestione del rischio progettando  sistemi le cui basi poggino sulle indicazioni fornite dal ministero della salute e delle organizzazioni scientifiche internazionali . In questo vento riformista    la legge 24 del 2017 (Legge Gelli-Bianco “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”) ha concluso un percorso di cambiamento cominciato già da tempo ed elevando la sicurezza delle cure a diritto costituzionale per tutti i cittadini.
La reingegnerizzazione principale del modello dell’ospedale Betania in questo settore ha riguardato la modalità di segnalazione che da cartacea e diventata informatica dando la possibilità ad ogni operatore di segnalare in modo comodo, rapido e sicuro gli eventi .  La segnalazione avvia un processo che inizia con la presa in carico da parte del Risk Manager a cui seguono tutta una serie di attività di analisi. Questo processo, lungo e articolato, consente all’azienda di conoscere e intervenire in modo rapido sulle attività a rischio ma consente anche di aumentare la collaborazione degli operatori che percepiscono “l’affidabilità” del sistema. Il sistema di segnalazione è l’asse portante intorno al quale si articolano poi tutte le altre attività di gestione del rischio che vanno dalla produzione di documenti di governo, attività formative, revisione dei processi complessi etc.

Rete dei facilitatori per il rischio clinico
In tutti in contesti aziendali, ma maggiormente in quelli clinico-assistenziali, un’efficace gestione del rischio è possibile laddove la cultura della sicurezza delle cure sia compresa e applicata; coordinare tutte le attività utili a favorire un clima aziendale maggiormente orientato in tal senso è possibile solo con il coinvolgimento di operatori che collaborano con il Risk Manager non solo per la segnalazione degli eventi sentinella e near-miss, ma anche per pianificare e realizzare gli audit e individuare precocemente le possibili criticità insite nei percorsi assistenziali clinici.

facilitatori per il Rischio Clinico presenti all’interno di ogni UU.OO., sono i  promotori della diffusione di una nuova cultura della sicurezza orientata alla gestione degli errori, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza sia del proprio contesto organizzativo, sia, più in generale, del sistema sanitario.

Gli oltre 20 facilitatori del Rischio clinico formati  sono coinvolti anche in attività formative attuate all’interno del proprio servizio proprio per far conoscere i principi che sono alla base della gestione del Rischio Clinico.


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