GESTIONE DEL RISCHIO: L’OSPEDALE EVANGELICO BETANIA SCEGLIE IL MODELLO FEDERSANITÀ ANCI

GESTIONE DEL RISCHIO: L’OSPEDALE EVANGELICO BETANIA SCEGLIE IL MODELLO FEDERSANITÀ ANCI

Il progetto di Risk Management affidato al Prof. Stefano Maria Mezzopera
del 28 Nov 2017
GESTIONE DEL RISCHIO: L’OSPEDALE EVANGELICO BETANIA SCEGLIE IL MODELLO FEDERSANITÀ ANCI La sicurezza del paziente e la gestione del rischio clinico è uno dei temi di maggiore attualità per il servizio sanitario. Per questo l’Ospedale Evangelico Betania ha avviato un progetto di Risk Management finalizzato al miglioramento della sicurezza nel rapporto tra il personale e i pazienti nonché di tutta la struttura, secondo le disposizioni della nuova legge 24/2017.

“Oggi – dichiara il Presidente dott. Luciano Cirica – dopo aver ottenuto l’Accreditamento istituzionale definitivo, con questo progetto realizziamo un passo avanti ulteriore nel percorso virtuoso per la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle cure verso i nostri pazienti ed il nostro personale. Pur tra mille difficoltà riusciamo a garantire un accesso alla nostra struttura di qualità elevata, continuo e dignitoso a tutti. Questo è il risultato di un forte impegno organizzativo”.
 
La gestione del rischio in sanità negli ultimi anni si è spesso ridotta alla copertura, mediante polizze assicurative, di contenziosi legali derivanti da errori professionali dei medici verso i pazienti.
La questione è molto più complessa rispetto ad una copertura assicurativa e attiene alla gestione delle procedure cliniche nel trattamento dei pazienti così come alla capacità di gestire e regolamentare la relazione medico-paziente.

L’avvio del progetto di Risk Management deriva anche dalla necessità di far fronte alle condizioni in cui opera l’Ospedale, al contesto socio-territoriale in cui è inserito e gli elevatissimi flussi di accesso al Pronto soccorso e alla struttura; i ritmi estenuanti cui sono sottoposti i medici e gli operatori; il sistematico sovraffollamento dell’Ospedale, che non consente di trattare i pazienti adeguatamente. La prima fase del progetto, che ha preso il via questa settimana, prevede la selezione dei facilitatori e lo startup del progetto, con la mappatura delle situazioni di rischio. L’obiettivo finale è la Certificazione di Qualità per la gestione del Rischio Clinico.

“Il progetto di Risk Management ci porterà ad aggiornare e manutenere costantemente i processi sanitari, i percorsi diagnostici e terapeutici, il sistema professionale, ma anche l’infrastruttura tecnologica e i controlli qualità, in una parola occorre tenere sempre sotto controllo il sistema del governo clinico” – continua Cirica – “Non è facile gestire una struttura ospedaliera “di frontiera” come la nostra e garantire al tempo stesso un servizio professionale e riconosciuto. Massimi e prioritari devono essere in questo senso il nostro impegno e la nostra attenzione, secondo le logiche di correttezza clinica, comunicazione e attenzione al malato, integrazione, flessibilità, confronto e rapporto con il territorio, economicità e adeguatezza delle cure, anche per evitare sprechi e indagini /trattamenti inutili”.

L’Ospedale Evangelico Betania ha scelto di adottare il Modello sistemico per la Gestione del Rischio in ambito sanitario di Federsanità – ANCI, guardando anche alla buona pratica e gli importanti risultati conseguiti dell’Azienda Ospedaliera "San Giuseppe Moscati" di Avellino. Il Progetto sarà coordinato dal Prof. Stefano Maria Mezzopera, un autorevole esperto nazionale in questo settore nonché coordinatore tecnico-scientifico della gestione del rischio per Federsanità-ANCI.

“È con grande piacere e l’entusiasmo di sempre - dichiara il Prof. Mezzoperache ci accingiamo a svolgere le nostre attività formative, motivazionali e di affiancamento ai professionisti e agli operatori di questa importante struttura del capoluogo campano. Uno degli aspetti caratteristici del nostro Modello è infatti il paradigma del cambiamento per l’adozione sistematica di buone pratiche, che si basa sull’apprendimento ed il coinvolgimento attivo dei facilitatori aziendali alla promozione e diffusione di tali pratiche, piuttosto che su interventi consulenziali. Ciò lo rende particolarmente sostenibile nel tempo e, assieme alla sua modularità, adattabile e adottabile da tutte le strutture sanitarie o socio-sanitarie, pubbliche o private, operanti nel nostro Paese”.
 

 

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