L’OSPEDALE A BRACCIA APERTE. 50 ANNI DI SANITÀ SOLIDALE E SOSTENIBILE

L’OSPEDALE A BRACCIA APERTE. 50 ANNI DI SANITÀ SOLIDALE E SOSTENIBILE

Nel 2018 cade il 50° anniversario dell’Ospedale Evangelico Betania, inaugurato nell’ottobre del 1968
L’OSPEDALE A BRACCIA APERTE. 50 ANNI DI SANITÀ SOLIDALE E SOSTENIBILE Il 20 ottobre 2018 celebreremo il 50° anniversario della fondazione dell’Ospedale Evangelico Betania, una data importante per le chiese protestanti napoletane ed italiane che vollero costruire, in questa area depressa della periferia di Napoli, un’opera sociale sanitaria, gratuita e solidale.

L’Ospedale Evangelico di Napoli prende il nome di Betania, dal paese della Giudea dove abitava Lazzaro: un luogo simbolico della salute, ma anche dell’accoglienza, visto che il prefisso "Beth-" in ebraico significa "casa". E questo è stato il nostro ospedale, un luogo che innanzitutto accoglie e aiuta. Immaginato e voluto dal suo fondatore, il dottor Teofilo Santi, medico metodista di Portici, come “l’albergo per i viandanti colpiti dalle ferite della vita”. Un luogo di cura, ma anche di affetto e di sostegno verso i sofferenti e verso gli emarginati, senza alcuna distinzione e senza escludere nessuno.

Accoglienti, a braccia aperte da 50 anni!
Quest’opera evangelica, appartenente alle chiese protestanti (Apostolica, Avventista, Battista, Esercito della Salvezza, Luterana, Metodista e Valdese) è stata ispirata e sostenuta dalla fede, ma non è mai stata concepita come un’opera confessionale e “religiosa”, bensì come un luogo di cura secondo una logica di “compassione” e di salute globalmente intesa.
Oggi siamo diventati una struttura riconosciuta e inserita nel Sistema Sanitario Nazionale, equipollente ad una pubblica, per finalità, organizzazione e qualità. Anzi siamo più che pubblici. Siamo efficienti, sobri e attenti ai costi, e per questo costiamo la metà di un analogo ospedale pubblico, un esempio di sanita etica e “sostenibile”. Siamo, però, anche attenti alla qualità delle prestazioni sanitarie e dell’assistenza, all’innovazione scientifica, alla formazione e all’efficacia delle cure. Svolgiamo, ormai, un ruolo insostituibile nel nostro territorio, da tutti riconosciuto. Un ospedale dal volto umano, affidabile e sempre aperto, e anche quando superiamo il nostro budget dei rimborsi pubblici, continuiamo  a lavorare e ad offrire gratuitamente i nostri servizi.

La Solidarietà verso il prossimo e la Sostenibilità (Efficienza) economica, accompagnati dalla passione dei nostri dipendenti, sono stati i cardini strategici della nostra struttura.
Lo sono stati per cinquant’anni e lo saranno anche in futuro. Il 2018, anno del 50° anniversario della fondazione, lo consideriamo una grande festa e, come tale, vuole essere pertanto, e innanzitutto, un’occasione di ringraziamento a Colui che ci ha guidato  e a tutti nostri collaboratori che ci hanno aiutato. Ma con questa occasione vorremmo anche riflettere sul senso odierno di un ospedale ispirato dalla fede (“faith inspired”) ma anche  ospedale-azienda, collegato e “dipendente” dal  sistema remunerativo pubblico. Ma mentre oggi - per paradosso - il nostro ospedale è “sostenibile” sia da un punto di vista economico che gestionale, rischia di essere debole da un punto di finanziario, per la crescente difficoltà e “insostenibilità” dell’attuale sistema sanitario pubblico, che ormai non riesce a più a remunerare (per diverse ragioni, a cominciare dalla corruzione e dagli sprechi) tutte le prestazioni sanitarie, comprese le nostre.

Cinquant’anni fa, oltre al nostro ospedale, vide anche la luce la legge n.132 del 12 febbraio 1968 che riordinò l’intero sistema ospedaliero italiano, dando inizio alla lunga stagione delle Riforme Sanitarie del nostro Paese culminata nel 1978 con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, gratuito e universale, a cui seguirono le ormai famose leggi  di riforma del 1992/93 e del 1999.
Il nostro ospedale in questi anni ha condiviso tutto questo percorso e oggi avverte la necessità - come del resto l’intero  sistema sanitario pubblico, privato e classificato religioso  - di capire che cosa ci riserva il futuro in sanità, tra universalismo delle cure e la sua effettiva sostenibilità; tra la gratuità delle cure ed i relativi costi crescenti e tra la necessità di una compresenza di diversi sistemi (pubblici, privati e misti) e la loro corretta remunerazione.

Nel 2018 abbiamo immaginato diverse iniziative, attività e progetti che culmineranno in una grande festa dal 18 al 21 ottobre in cui terremo anche un convegno internazionale cui prenderanno parte alcuni responsabili dei più importanti ospedali ispirati dalla fede del mondo.
In queste giornate di festa, avremo modo quindi anche di ragionare di sanità, di progetti, di futuro, oltreché aggiornare e  rileggere il nostro passato e le nostre idealità ispiratrici.
 

 

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