MANGIAR SANO E VIVERE MEGLIO. GLI ESPERTI DELL’OSPEDALE BETANIA ALL’ISTITUTO SUPERIORE TILGHER DI ERCOLANO PER UN PROGRAMMA DI EDUCAZIONE ALIMENTARE.

MANGIAR SANO E VIVERE MEGLIO. GLI ESPERTI DELL’OSPEDALE BETANIA ALL’ISTITUTO SUPERIORE TILGHER DI ERCOLANO PER UN PROGRAMMA DI EDUCAZIONE ALIMENTARE.

MANGIAR SANO E VIVERE MEGLIO. GLI ESPERTI DELL’OSPEDALE BETANIA ALL’ISTITUTO SUPERIORE TILGHER DI ERCOLANO PER UN PROGRAMMA DI EDUCAZIONE ALIMENTARE. L’alimentazione influenza più di ogni altro aspetto l’aspettativa di vita. Ma i giovani non lo sanno e, mai come in questo periodo storico, stanno mettendo a rischio il loro futuro compromettendo, forse irrimediabilmente, la longevità. Per promuovere un corretto stile di vita e un’alimentazione sana ieri, 16 aprile, gli esperti dell’Ospedale Evangelico Betania hanno tenuto il primo di una serie di incontri di educazione alimentare rivolti agli studenti delle scuole superiori. L’iniziativa promossa dalla Fondazione Evangelica Betania ha preso il via da Ercolano, dove all’Istituto Superiore Adriano Tilgher, oltre 250 studenti hanno partecipato al seminario “Mangiar sano e vivere meglio”.

L’incontro introdotto dal prof. Salvatore Noto, docente dell'Istituto, è iniziato con l’intervento del dott. Francesco Messina, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Evangelica Betania e dell’Ospedale che ha affrontato uno dei temi di maggiore attualità medico-scientifica: l’epigenetica. Cioè l’impatto che l’ambiente e l’alimentazione hanno sull’aspettativa di vita, producendo modificazioni genetiche che nel lungo periodo porteranno a cambiamenti anche significativi sulla qualità della vita. “I ragazzi mangiano male e nessuno li aiuta a capire come modificare il loro stile di vita” – afferma Messina – “bisogna puntare molto sulla prevenzione, attraverso tre elementi: l’informazione e la cultura (prevenzione primaria); analisi e controlli (secondaria) che consentono di effettuare una diagnosi precoce delle patologie; intervenire tempestivamente con cure e terapie adeguate (terziaria)”. L’obesità, che è uno dei grandi mali del secolo, effetto proprio di cattiva alimentazione e stili di vita sbagliati,  è cresciuta in modo esponenziale, fino a diventare una delle prime cause di malattie e di mortalità. L’obesità deriva dall’assunzione di quantità maggiori di cibo, spesso di bassa qualità, di natura industriale uguali per tutto il mondo. Gli esperti chiamano questo fenomeno GLOBESITY (globalizzazione dell’obesità). 1,3 miliardi di adulti nel mondo sono obesi! (il 18% della popolazione mondiale), si sta diffondendo una «silente epidemia globale» che in Europa interessa il 20-30% delle persone «clinicamente obese». In Italia, invece, gli adulti obesi sono l’11%, a cui bisogna aggiungere il 30% degli italiani in sovrappeso. E poi c’è il dato drammatico: nel 2050 l’obesità infantile raggiungerà cifre record se non si inverte la tendenza con costi per il servizio sanitario del 25% in più di un normopeso. In Italia più di 1 milione  di bambini è in sovrappeso (24%)  1/3, quelli tra 6-11 anni, hanno un peso eccessivo. “Se una risposta a questa epidemia di obesità infantile non sarà trovata” – continua Messina - “il rischio è che per la prima volta negli ultimi cento anni la presente generazione di bambini non vivrà così a lungo come i loro genitori”. La modernizzazione ha eliminato sistematicamente l’esercizio fisico dalla nostra vita. Le automobili hanno eliminato le passeggiate e l’andare in bicicletta quotidiani. In passato terminati i compiti i bambini scendevano nei cortili o per strada a giocare con gli amici
Oggi, purtroppo, i cortili non ci sono più, la merenda si fa quattro volte al giorno e, invece di giocare, ci si piazza davanti a una console o alla televisione. È qui che entra in gioco l’epigenetica. Questo termine è usato per descrivere tutte quelle modificazioni ereditabili che variano l'espressione genica pur non alterando la sequenza del DNA. Il futuro di un bambino comincia prima ancora del concepimento. L’allattamento del neonato e del bambino, gioca un ruolo fondamentale perché influenza tutte le esperienze alimentari future. La dieta diventa uno stile di vita che si impara da piccoli, non una pratica per dimagrire.
 
E sull’importanza della Dieta ha parlato il nutrizionista Mark Rice. “Con il termine dieta indichiamo La qualità e la quantità di principi nutritivi che devono essere introdotti sotto forma di alimenti, i più vari possibili, tenendo conto delle necessità energetiche in base al sesso, al peso corporeo, all' età, al tipo di attività fisica svolta dal soggetto”, ha affermato. Poi è entrato nel vivo dell’incontro spiegando ai ragazzi i principi base di una corretta alimentazione. “L’ alimentazione comprende la scelta, la preparazione e l’assunzione per via orale degli alimenti e la loro digestione.
È un processo volontario. La nutrizione, invece, include l’insieme dei processi di assorbimento intestinale degli alimenti digeriti e la loro utilizzazione (o assimilazione) da parte delle cellule dell’intero organismo. È un fenomeno involontario!!!”.
Mark Rice ha guidato gli studenti per mano, con tanti esempi e diapositive con immagini immediate ed intuitive, a comprendere i principi basilari di una corretta alimentazione e nutrizione. Ha parlato di macronutrienti e micronutrienti, di Proteine e Amminoacidi; di Carboidrati e Grassi e dove sono contenuti fino ad arrivare al ruolo insostituibile delle Vitamine.
 
Nel break dell’incontro la Fondazione Evangelica Betania ha offerto una colazione genuina proponendo un piccolo panino di farina non raffinata mista, in cui i ragazzi hanno prima capito e poi assaggiato un prodotto inusuale ma che fa più bene. “Siamo abituati, ha sostenuto Mark Rice – a mangiare prodotti da forno con farine molto raffinate, che – ormai è risaputo – non fanno proprio bene”. I panini offerti dall’Antica Panetteria di Portici sono stati molto apprezzati dagli studenti a cui è stato spiegato che è molto meglio fare una colazione varia e genuina invece che utilizzare merende, snack e altri prodotti confezioni così come bibite e bevande zuccherate.
 
Dopo la merenda salutare ha preso la parola Giancarlo Panico, dell’agenzia di comunicazione Brandmaker, esperto di comunicazione e marketing, che ha condotto e moderato l’incontro, per parlare dell’influenza della comunicazione e del marketing nelle scelte alimentari. Collegandosi ai concetti presentati da Messina e da Rice con dati, immagini e filmati di campagne pubblicitarie ha fatto vedere agli studenti come e in che modo la comunicazione influenza le nostre scelte d’acquisto e le abitudini di consumo. E poi ha lanciato una provocazione: “scegliamo veramente noi quello che mangiamo? O è il mercato a scegliere per noi? O ancora peggio… facciamo una scelta che pensiamo sia libera ma è compiuta in un framework, una cornice definita da altri, di prodotti?”. Il comunicatore ha portato poi i partecipanti a riflettere sulla crescente omologazione globale dell’alimentazione. “Come emerso da uno studio della Ong Oxfam, i 500 prodotti alimentari confezionati più diffusi al mondo, reperibili attraverso il circuito della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) sono riconducibili a 10 aziende multinazionali. L’effetto più immediato è che a Roma come a Pechino, a New York come in Africa le persone acquistano e consumano gli stessi prodotti”.
 
Se da un lato, come è emerso anche dalle domande, i giovani conducono un alimentazione e stili di vita inappropriati all’età e agli impegni quotidiani, dall’altro c’è un crescente consumo di bevande alcoliche. Su questo tema è intervenuta la dott.ssa Loredana Alessio che ha spiegato gli effetti negativi dell’abuso di alcol e come questo influenza sul benessere. “Uno dei fenomeni emergenti tra i giovani è il binge drinking, cioè l'assunzione di più bevande alcoliche, anche se in piccole dosi, in un intervallo di tempo più o meno breve”. Molti pensano che 3-4 “cicchetti” consumati uno dietro l’altro, anche non di elevato grado alcolico, non sia nocivo o non produca effetti negativi. “Invece” – afferma la infettivologa – “l’alcol ha effetti uguali alle droghe”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’alcol ha tre effetti importanti sull’organismo umano, particolarmente accentuati su quello dei più giovani: un potere psicoattivo (cioè produce effetti sul sistema nervoso); ha la capacità di indurre assuefazione e la capacità di indurre dipendenza psichica (desiderio continuo di assumere  la sostanza) e fisica (malessere se non la si assume).
 

 

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